himalyan sound

Questo progetto nasce dalla collaborazione e amicizia di Fausto De Stefani e Mario Brunello, dalla loro volonta’ di mettere assieme la musica, la montagna e la solidarieta’ intesa come scambio, relazione, crescita reciproca di gruppi, persone e comunita’.

Fausto De Stefani, grande alpinista e tra i pochi scalatori al mondo ad aver completato tutti gli 8000 , da anni e’ impegnato a sviluppare, promuovere, supportare e far crescere la Rarahill Memorial School di Kirtipur, non lontano da Kathmandu. Mario Brunello, maestro, violoncellista di fama internazionale da anni sostiene l’impresa di Fausto attraverso la raccolta fondi con concerti e spettacoli, e nel 2016 ha donato alcuni strumenti musciali come violini e violoncelli con l’idea di lasciare un simbolo della cultura musicale occidentale, ma con la raccomandazione di suonare la loro musica.

L’obiettivo di questo progetto, che ha coinvolto anche tre studentesse di 14 anni della scuola Rarahil, Milli, Prena e Sobita, e il loro maestro di musica, Santosh, e’ di mandare un chiaro messaggio attraverso l’arte e la musica: l’amicizia tra le comunita’ non ha confini, l’arte e la musica costruiscono ponti!!

Il team Garima Voyage e’ onorato di aver supportato logisticamente nell’organizzazione e successo di questa magnifica avventura:

Il 19 aprile 2018 siamo partiti per Lukla, le condizione meteo non davano nulla di buono da sperare per i voli, ma dopo oltre 8 ore di attesa siamo riusciti finalmente ad atterrare a Lukla, stanchi ma contenti. Il 20 aprile camminiamo fino aMonjo (2,835m), dove i nostri musicisti si esercitano davanti agli sguardi stupiti e le orecchie attente dei clienti e gestori del nostro lodge. Molte persone che percorrono il sentiero verso Lukla si fermano con i loro carichi incantanti dal suono speciale di 3 violini, una chitarra e la classe del Violincello di Mario Brunello. Al mattino ripartiamo per Namche Bazaar (3,438m). Le nostre ragazze e tutto il gruppo sono in ottima forma.

Raggiungiamo Namche, e dopo una sessione di esercizio, il gruppo con l’aggiunta di un tamburo nepalese (madal) esegue uno spettacolo musicale nella piazzetta centrale di Namche Bazaar caratteristico per la sua forma ad arena. Anche dalle case piu’ in alto si riesce a guardare nella piazzetta. Il pubblico e’ entusiasta e stupito. Il giorno dopo grazie alla collaborazione della scuola locale coinvolgiamo un gruppo di 200 piccoli studenti, incredibilmente disciplinati. Un bambino particolarmente attento riesce ad attirare l’attenzione di Mario che lo avvicina e insieme suonano il Violoncello…

Alla fine dell’esibizione, grazie al preziosissimo aiuto dei portatori che ci hanno accompagnato da Lukla, Padma e il suo gruppo, il team Himalayan Sound dona alla scuola del materiale scolastico, libri, dizionario, quaderni, penne, pennerelli e matite, nonche’ dei palloni per giocare.

Nel pomeriggio camminiamo un po’ nei dintorni fino a scoprire un magnifico punto panoramico dove nella bellezza in vista del Lhotse e Everest ascoltiamo un magnifico pezzo di Mario.

Il giorno dopo affrontiamo quella che nonostante l’acclimatazione sara’ la giornata piu’ faticosa: la salita al monastero di Tengboche (3440 mt). Riposo meritato per tutto il gruppo, ma le nostre ragazze della scuola sono forti e determinate!!

Il giorno dopo continuiamo a salire, obiettivo 4000 mt! Raggiungiamo un villaggio sferzato dal vento, circondato dalle bandierine di preghiera tibetane che preparano la melodia per il concerto, guardando al Aba Dablam. Un gruppo di inglesi e irlandesi che ha notato il nostro “armamentario musicale” ci ha seguito, deviando dal loro percorso per poter assistere all’esibizione. Sono esterefatti dagli sforzi fatti e motivati dal messaggio che vuole mandare Himalayan Sounds…ringraziano commossi.

Proseguiamo e con il permesso del Lama del monastero di Pengboche, il piu’ antico monastero della regione del Khumbo contenente anche lo scalpo di uno Yeti, abbiamo l’onore e privilegio di far esibire il gruppo dentro il monastero, sotto gli occhi attenti del Lama, anche lui commosso e felice dal suono delle melodie del gruppo. Mario suona solista un pezzo armeno che ha una storia di oltre 1000 anni.. L’atmosfera creata e’ surreale e a dir poco emozionante. La comunita’ locale si unisce a noi nell’ascolto.

Siamo felici, stanchi, ma soddisfatti. Piano piano rientriamo verso Lukla, la discesa e’ leggera… saranno i nostri piedi ormai allenati o il nostri cuore piu’ leggero??Kathmandu ci da il benvenuto!

Mario ci spiega: “La musica come arte ha il potere, in un certo senso, di far parlare quelle cime irraggiungibili per molti. Le montagne si misurano sí, ma solo in altezza, come della musica si misura piú o meno la durata. Ma la profonditá che ambe due posseggono non é misurabile, se non ognuno con il proprio personalissimo, unico, strumento che é la l’esperienza personale vissuta.”

Fausto annuisce.
La speranza e’ di una futura edizione di Himalayan Sounds…in questo ambiente internazionale, non solo per gli spazi, ma per la comunita’ a contatto di ogni nazionalita’! Non si tratta solo di intrattenimento ma di far conoscere e far ascoltare la musica come mezzo per proteggere la cultura della montagna e della natura.

Un grazie speciale alle nostre guide, Nissan e Suman, ai portatori Padma e il suo gruppo, Lila per l’accompagnamento, Sandro Tamanini per le riprese e foto & tutto il gruppo che ha partecipato e supportato l’iniziativa.